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LA STELLA CUSTODE

LA STELLA CUSTODE

del cammino di chi si affida

 

Sono ovunque. Nelle vetrine dei negozi, all’ingresso delle portinerie dei palazzi, al centro del tavolo nella sala di casa, ai piedi del presepio o dell’albero di Natale. Vengono donate, in questi periodi di festa, in vasi di diverse forme e dimensioni; rosse o bianche donano un tocco di serenità e hanno la capacità di strappare un sorriso dall’animo. Come in ogni cosa che si fa, se si vuol farla bene, ci vuole passione. Ogni fiore, ogni pianta floreale, ha un proprio significato, unico e profondo, fatto di colori, profumi, forme e sensazioni, che arricchiscono il valore simbolico di un momento importante o di un dono speciale: d’amore, di amicizia, di ringraziamento, di affetto.

Ho visitato case in questo periodo prenatalizio dove ho assaporato un tocco di poesia, una nota lieta di luce che catturava lo sguardo e riscaldava il cuore. Dietro porte anonime di pianerottoli silenziosi, salvo qualche abbaiare di cane, guardiani indiscussi delle mura nella giornata lavorativa, la mia attenzione veniva catturata da un punto, da un angolo, da un piccolo spazio dove loro erano adagiate mettendo in mostra tutta la loro originalità: le stelle di natale. Perlopiù di colore rosso, simbolo di amore, di passione e di martirio nel linguaggio cristiano, custodiscono la loro caratteristica nelle brattee, foglie soffici come il velluto, che diramandosi per poli opposti formano l’immagine di una stella.

Il pensiero va alla stella a cui si affidarono i Magi per giungere da Gesù bambino; alla stella attesa per millenni da Israele come segno del compimento della benedizione di Dio per il suo popolo; a quelle stelle che ancora oggi, nelle terse notti dell’anno, ti rapiscono al di là del cielo regalandoti un respiro di pace. Le stelle, diciamo, stanno in cielo. Eppure ne abbiamo bisogno noi che stiamo sulla terra. C’è una corrispondenza misteriosa tra noi e le stelle. Esse stanno a significare un ordine cosmico, un simbolo di eternità, di luce, di alte aspirazioni; esse sanno coniugare l’infinito e l’armonia, il cielo e la terra; esse sono i fiori della vita che fanno corona alla gloria del Creatore. In fondo le stelle con la loro luce riflessa diffondono quei valori che noi teniamo nell’animo, a cui, a volte timidamente, aneliamo con tutto noi stessi. E noi da quaggiù le stiamo a guardare affascinati e anche qualora non ci accorgessimo della loro presenza, esse vegliano, sentinelle inamovibili, sui nostri passi. Ci raccontano di persone che nella loro normalità sono per noi ammirevoli e che incrociando la nostra vita lasciano una scia di luce. Non le possediamo le stelle, non sono “nostre”, eppure qualcosa ci dice che ci sono familiari, ci fanno bene, ci rubano un sorriso in giornate spente. Sento a volte mamme o papà che rivolgendosi ai figli piccoli nei momenti carichi di affetto usano dire “Sei una stella!”. Si, anche Dio sì è servito di una stella per indicare agli uomini la via verso suo Figlio, per sigillare di luce quella mangiatoia divina divenuta famosa nei secoli.

Accanto a noi, vicino a noi, Dio ha posto delle stelle che ci aiutano a vedere il cammino, che ci sostengono nei momenti di scoraggiamento, che raccolgono confidenze e sfoghi, che ci rimandano a scorgere dentro di noi la luce della speranza mai spenta. Anche per i Magi la stella è stata motivo di incoraggiamento per intraprendere il loro cammino; è stata speranza e consolazione durante il tragitto; la stella è divenuta motivo di incontro e di grandissima gioia. Vicino a Natale si regalano le piante e i fiori a forma di stelle e i nostri sguardi ne catturano la presenza particolare. A Natale poi si accende la Stella della Vita, brilla la luce di Gesù nel presepe, che ricorda a ciascuno che siamo cari a Dio, che siamo accompagnati nei giorni dell’esistenza dalla scia luminosa di stelle che Lui ha posto accanto a noi. Per questo alimentiamo e custodiamo, con spirito sincero, la gratitudine e la lode verso Dio che è Padre e verso coloro che fanno il bene: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

 

A Nome dei sacerdoti e dei religiosi della Comunità via auguro BUON NATALE!

 

don Adriano