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ESERCIZI DI ATTESA ……per un Avvento in forma …..

                           ESERCIZI DI ATTESA

                                                                    ……per un Avvento in forma …..

 

Iniziando l’Avvento ogni anno sono preso da una sorta di perplessità nel leggere il vangelo che la liturgia ci propone (Mt24,1-31): “…non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sarà distrutta; badate che nessuno vi inganni!; sentirete di guerre e di rumori di guerre.; Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi: 8ma tutto questo è solo l’inizio dei dolori….

Toni tenebrosi, colori scuri, immagini stridenti ci accompagnano sul sentiero dell’attesa, di per sé, di un evento grande, bello e lieto com’è il Natale. Certo i biblisti si soffermano ad analizzare il linguaggio e le immagini, il genere letterario, cercando di addolcire la pillola da ingoiare ma in fondo, il semplice fedele che ascolta sente aria di smobilitazione e fuga salvo poi alla fine suonare le trombe della vittoria “Egli manderà i suoi angeli, con una grande tromba, ed essi raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli”.

Vorrei allora senza pretese di esegesi letterale ma seguendo solo iniziali intuizioni spirituali, dare alcune pennellate di evidenziatore su quegli aspetti del vangelo suddetto che ritengo importanti e interessanti da vivere. Il tempo dell’Attesa è un tempo ricco. Attendere è esercizio movimento. Se anche non si facesse nulla di pratico, l’attesa smuove il mondo interiore con moti estremamente diversi a seconda se si attende qualcosa di lieto o di poco piacevole. Nell’attesa di qualcuno si fa, si prepara, si conta il tempo che passa. Nella lettura del Vangelo che apre il tempo di Avvento scorgo i seguenti esercizi:

La Vigilanza. Essa è da intendere come la capacità di cogliere la realtà intera. Il brano evangelico da una parte suona note tristi e cupe; dall’altra suona delle vere e proprie melodie di festa. C’è del male nella storia, delle cose che non vanno e che sono da correggere o eliminare; ma c’è anche del bene nella vita. E cogliere quest’ultimo senza tralasciare il primo significa porre una reale vigilanza sulla realtà tutta intera. Raccontiamo il bene che c’è; diffondiamolo, pubblicizziamolo, perché altrimenti sembra quasi che in questo nostro mondo sia di moda vestirsi a lutto, con lamentele e disfattismi vari.

La Generosità gratuita. Una delle più tristi possibilità per il mondo che il vangelo evoca è quella del raffreddamento dell’amore da parte di molti “per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti”.  Un mondo senza amore è grigio e spento. Sembra che il virus dell’indifferenza sia più diffuso nell’aria di quanto sia la medicina della generosità gratuita. Si finisce per pensare a se stessi, tra le mura della propria casa, perché così fanno tutti e tutti hanno già i loro problemi o occupazione da risolvere. Adagio adagio si diventa indifferenti; a poco a poco l’amore si spegne. Teniamo invece accesa la generosità in famiglia, in comunità, nella società. La medicina buona della generosità gratuita e quella che fa circolare il sangue dell’amore che è vitale per l’umanità.

La Perseveranza. Mi sembra che sia quella virtù di tendere al bene anche e soprattutto in circostanze sfavorevoli. Si fonda sulla certezza che non siamo soli. Gesù è con noi, tutti i giorni. Si persevera nella fede e nel cercare il bene perché il Signore ci accompagna. Quando si ha la tentazione umana di lasciar perdere un’opera buona che si sta facendo, di ritirarsi in se stessi, di non combattere contro egoismi e ingiustizie, di non avere mai tempo per far qualcosa per il prossimo; quando ci vien voglia di dare retta a quelli che ci dicono…”non vale la pena”…occorre perseverare. Credere che Gesù ti precede sulla via del bene e ti aspetta per abbracciarti, ti chiede di raggiungerlo per costruire insieme la città dell’uomo e dell’amore.

Non so se sono riuscito a descrivere ciò che l’animo mi ha suggerito per questo nuovo tempo di Avvento. So che sento fortemente è che vi è il rischio di attendere il Natale in maniera profana, senza fede. Ma so anche che ci sono tante persone vicino a me che mi daranno l’esempio di come si attende e si vigila con fede nella vita di tutti i giorni.

A tutte le persone della Comunità auguro un Buon Avvento!

                                                                                                                                                                         Don Adriano